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Nell’alto Medioevo la configurazione a basiliche o ad aule parallele ebbe una diffusione notevole in Europa, e tra l’altro anche in Alto Adriatico. A essa la letteratura ha dedicato ampio spazio.
Tra gli esempi più significativi quelli di Aquileia e di Treviri – entrambi sviluppatisi nel corso del IV secolo – propongono due edifici di dimensioni e caratteristiche simili, entrambi sviluppati in senso longitudinale. La funzionalità presumibile era in ambedue i casi di aula di culto ufficiale, affiancata da un’altra satellite, adibita a catecumenaeum, o a un culto particolare.
Ma vi sono complessi ove accanto alla chiesa madre sorgono aule minori, per lo più martyria, configurate longitudinalmente, che per la riduzione spaziale sembrano quasi a pianta centrale. Esemplare è il sacello destinato alla memoria apostolica a Concordia Sagittaria. Per un primo breve periodo era in effetti costituito da un ambiente trilobato, definito anche «tricora», successivamente fu introdotto da un corpo trinavato; il tutto tra la fine del IV e l’inizio del V secolo.
Che sia a tricora o meno, è ricorrente la prassi di amplificare lo spazio del coro, ove avviene il momento di venerazione o di celebrazione più intenso. S’è visto a Concordia, ma accade anche nel più esteso martyrium della Beligna ad Aquileia (inizio del V secolo), o ancora di dimensioni intermedie, nella tricora presente nella basilica di Teurnia nel Norico (Carinzia) (V-VI secolo).